Il dibattito al Senato sulle Unioni Civili: tra tutti vince il discorso del portavoce M5S Alberto Airola

Un intervento caloroso, articolato ed onesto quello ascoltato ieri sera durante la discussione in Senato del testo di legge Cirinnà a proposito delle Unioni Civili. L'intervento è del portavoce M5S Alberto Airola.
Nel video integrale potete ascoltare il suo intervento.

Di seguito alcuni passi essenziali. Ringraziamo per la trascrizione il blog >>> http://gayburg.blogspot.it

«...gli omosessuali non possono sposarsi, non possono essere troppo congiunti, ma neanche essere troppo disgiunti. Si può esistere, ma solo in uno spazio legislativo ridotto e ipocrita: uno spazio in cui si è costretti a riconoscere gli stessi diritti, ma a chiamarli con un nome diverso.

Va bene, però, se adesso non si può fare altro per riconoscere l'esistenza degli omosessuali e dei transessuali, in un Paese come l'Italia, il nostro Paese, nelle cui leggi non compaiono neanche le definizioni di orientamento sessuale e identità di genere -pensate un po'- un Paese che è ultimo tra gli ultimi, senza una legislazione in merito e sanzionato dalla Corte europea dei diritti umani, come abbiamo già detto. Se è per ottenere almeno questo, va bene: possiamo anche accettare l'umiliazione di definirla una "formazione sociale specifica", tanto per chiamare in modo diverso le stesse cose, che affrontano due persone che vivono una vita quotidiana identica a quelle di tutte le altre famiglie, tra mutuo, lavoro, figli, scuola e spesa. Una vita identica e problemi identici, per cittadini uguali davanti alla legge, ma senza gli stessi diritti. Magari potete scrivere una Costituzione a parte per loro, con diritti più contenuti, striminziti, calati dall'alto.
Anche questo, però, non basta: chi si oppone non è mai contento e anzi arriva a dire che boccia in toto questa legge.....

Voi dell'NCD e di Forza Italia, voi detrattori dei diritti (parlo anche dei Cattodem), non è vero che non avete avuto occasione di parlare: siete stati 73 sedute in Commissione ad argomentare, delirando, che chi si unisce "deve avere i genitori" oppure "deve presentarsi munito di patente", o ancora che l'unione è preclusa "in presenza di figli". Siete voi che avete preso in giro tutti e avete buttato all'aria il dibattito. Avete dispiegato un armamentario di argomentazioni farlocche, di penose paccottiglie concettuali, fino all'ingiuria, dalle citazioni sui regolamenti per cani, all'obbligo di controllare che fosse consumata l'unione tra gay (ci andava Giovanardi, in persona), fino a sostenere che i transessuali avrebbero cambiato sesso tutti i week-end. No, non lo cambiano come voi cambiate le poltrone: è una roba seria quella.

La mistificata stepchild adoption, una norma tecnica, che tra l'altro ci chiedono 600 tra giudici, giuristi e avvocati, per tutelare i minori già presenti nella coppia, viene trasformata in un Armageddon della specie umana. Invece di sentire il parere di esperti, della giudice Melita Cavallo, ora in pensione, che per prima se ne è occupata, che ha difeso l'infanzia violata e abusata nei tribunali di Milano, Napoli e Roma o di altri esperti accreditati, ci siamo sorbiti ore di pollaio televisivo, affidato a ciarlatani d'ogni sorta.

Sono i giudici a decidere nell'interesse del minore, che viene prima di chiunque altro. Lo dovete dire chiaramente ai cittadini: sono i giudici e i tribunali a decidere, nell'interesse supremo e unico del minore e nessun altro......

Tanti di quelli che qui fanno i moralisti hanno votato che una minorenne fosse la nipote di Mubarak, ricordiamocelo, per scagionare il loro Presidente, coinvolto in cene e festini con tanto di baci saffici, che non disturbavano, e questo a voi va bene perché forse a proposito di "naturalità", rispetta il modello naturale del branco: il maschio alfa si accoppia e gli altri stanno a guardare.
Come può farci la morale un "pio" Lorenzo Cesa, dell'UDC che minaccia di lasciare il Governo se passano le unioni, in strenua difesa della famiglia quando per difendere il collega di partito e deputato Cosimo Mele, beccato con cocaina e due prostitute (di cui una lasciata in overdose), lo giustificava balbettando che la vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma (due o tre), e quindi che c'è di male? Qualche vizietto, ma solo per la casta. Per i cittadini, invece, il tetro ammonimento di Gandolfini "Il sesso non è un piacere" .....

Siamo al 69° posto su 142 paesi indagati per parità di genere, siamo un paese che discrimina ancora moltissimo le donne, in famiglia, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni e cosa fa Adinolfi, che avete eletto vostro portavoce? Va in giro in TV a dire che la moglie deve essere sottomessa al marito, ma insomma si può accettare oggi una affermazione del genere?» .....